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di Paul Schrader, con Oscar Isaac, Tiffany Haddish, Tye Sheridan, Willem Dafoe - USA, GB, RPC 2021, 112’  
  

gio  07 ottobre (15.30)
ven 08 ottobre (18.00)
sab 09 ottobre (15.30)
dom 10 ottobre (18.00)
lun 11 ottobre (20.30)
mar 12 ottobre (15.30)
mer 13 ottobre (21.00)  
  

William Tell è un ex militare che vive nell'ombra come giocatore d'azzardo di piccolo cabotaggio. La vita meticolosa di Tell viene scossa dall'incontro con Kirk, un giovane in cerca di vendetta contro un nemico comune. Con il sostegno della misteriosa finanziatrice La Linda, Tell porta Kirk nel circuito dei casinò per condurlo su una nuova strada. Dei fantasmi del passato, però, non ci si libera così facilmente...  
 
«”Il poker è tutta una questione di attesa" e lo è anche il cinema di Paul Schrader, che costruisce personaggi in bilico portandoli fino all'orlo del salto nel vuoto. Il tema di Schrader, sceneggiatore e regista, è il senso di colpa accompagnato da un desiderio ossessivo di redenzione, e il protagonista del suo ultimo lavoro non fa eccezione. La sua calma apparente nasconde un fuoco interiore difficile da tenere a freno, e la sua colpa è di quelle che non si cancellano, né per un uomo, né per una nazione. Senza voler rivelare troppo della trama, c'entra Guantanamo; si parla di responsabilità, individuale e collettiva, nei confronti delle proprie azioni, il cui peso "non può essere rimosso". L'incontro fra William, un ragazzo animato dal suo stesso fuoco vendicatore e La Linda, che risveglia in lui una componente, emotiva e fisica, a lungo tenuta a freno, metterà in moto per William un meccanismo inarrestabile di rivalsa. Oscar Isaacs si inserisce con insospettabile perfezione nel filone di antieroi solitari iniziato con il Travis Bickle di "Taxi driver" (di cui Schrader è stato sceneggiatore per Scorsese, che figura fra i produttori de “Il collezionista di carte”) e proseguito con il Julian Cole di "American gigolo". La sua malinconia esistenziale è quella caratteristica di Schrader, da sempre disincantato rispetto al mondo e in particolare agli Stati Uniti, ma ancora dotato di un profondo afflato romantico che permea il suo film. Schrader denuncia quel modello politico e sociale in cui, più che le mele, sono marci i cestini, e pur non assolvendo la responsabilità dei singoli, la contestualizza nell'incoraggiamento ricevuto dall'alto. I capri espiatori pagano, i loro mandanti naturalmente no, ed è a questo tipo di ingiustizia che il regista-sceneggiatore e i suoi antieroi si ribellano». (Paola Casella).  

 
  
  

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