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Il settimo sigillo (Det sjunde inseglet)

 

  • Mercoledì 21 Novembre 15:30
  • Mercoledì 21 Novembre 21:15

 

Nuovofilmstudio in collaborazione con la Cineteca di Bologna:
Il Cinema Ritrovato - al cinema 

   
Il settimo sigillo
(Det sjunde inseglet)
di Ingmar Bergman, con Max von Sydow, Gunnar Björnstrand, Bengt Ekerot 
Svezia 1957, 96' 
 
mar 20 novembre (18.00)
mer 21 novembre (15.30 - 21.15) 
 
Copia proveniente da Svenska Filminstitutet; digitalizzato nel 2018 in 4K da Svenska Filminstitutet a partire dal negativo camera originale 35mm. 
 
Il cavaliere Antonius Block e il suo scudiero Jöns, reduci disillusi delle Crociate, fanno ritorno nella Svezia del Trecento e la trovano in balia della peste e della disperazione. Sulla spiaggia Block incontra la Morte e la sfida a una partita a scacchi per prendere tempo e poter compiere un’azione che abbia un senso. Ingmar Bergman iniziò a lavorare a "Il settimo sigillo" scrivendo sulla sua agenda questo appunto (la Bibi cui si riferisce è la sua compagna di allora, l’attrice Bibi Andersson): “Bibi ha ragione. Basta commedie. È ora di passare ad altro. Non devo più lasciarmi intimorire. Meglio questo di una cattiva commedia. Dei soldi non m’importa niente”. Dato che si tende a immaginare Ingmar Bergman come un intellettuale tormentato alle prese con i suoi demoni interiori, può sembrare strano che fosse felice dei suoi primi grandi trionfi come regista di commedie. Eppure era così. Adesso, però, era "ora di passare ad altro". "Il settimo sigillo" segna così un punto di svolta nella carriera di Bergman. Può sembrare paradossale, ma anche se furono le commedie dei primi anni Cinquanta a spianare la strada alla sua carriera internazionale, i suoi veri trionfi commerciali vennero con i successivi e 'impegnativi' drammi esistenzialisti. "Il settimo sigillo" nacque come evoluzione di un atto unico che Bergman aveva scritto qualche anno prima per gli attori del Teatro municipale di Malmö. Nonostante le molte analogie, quello che manca nel prototipo è proprio il personaggio bergmaniano più famoso. La Morte naturalmente, volto bianco e vestito nero, che gioca la sua partita sul bianco e nero di una scacchiera in uno dei film in bianco e nero per eccellenza. 
 
 
 
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