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Girl

 
 

di Lukas Dhont, con Victor Polster, Arieh Worthalter, Oliver Bodart - Belgio 2018, 105’ 

  

Caméra d'Or per la migliore opera prima e premio per la migliore interpretazione maschile (Victor Polster) nella sezione "Un certain regard" di Cannes 2018.  
 

mar 11 dicembre (18.00)

mer 12 dicembre (15.30 - 21.15)

gio 13 dicembre (18.00) 
 
 

Lara ha quindici anni e un sogno, diventare una ballerina professionista. Ci prova ogni giorno, alla sbarra, in sala, davanti allo specchio, nascondendo al mondo il suo segreto. Lara vuole danzare come una ragazza ma è nata ragazzo e deve fare i conti con un corpo che non ama, trasfigurandolo attraverso la danza e trasformandolo con gli ormoni. Seguita da un padre amorevole e un’équipe di medici che l’accompagnano psicologicamente nel passaggio di genere, insegue sulle punte il giorno dell’emancipazione...
 

La storia di Lara, una ragazzina transgender che sogna di diventare ballerina, è semplice nelle sue premesse ma terribilmente efficace nella sua realizzazione e stupisce davvero pensare che per il regista belga Lukas Dhont e l'attore 15enne Victor Polster si tratti fondamentalmente di un esordio. Scegliendo di concentrarsi non sui fattori esterni che potrebbero ostacolare la transizione di Lara, ma piuttosto sul suo viaggio intimo, Dhont fa la scommessa audace di ascoltare i tormenti interiori che perseguitano la ragazza. Non sono gli altri che ostacolano la sua trasformazione, né il loro sguardo. Ciò è tanto più rilevante in quanto il film inizia avvolto da una luce soffusa, che fa da cornice a una vita familiare armoniosa, in cui l'ambizione di Lara è al centro delle preoccupazioni di tutti. Ma più la storia va avanti più l'allenamento diventa duro e più il film s’incupisce. È questo uno dei punti di forza che conferisce ampiezza narrativa a "Girl". Victor Polster incarna la protagonista con volontà e gentilezza, offrendo alla camera la sua innata eleganza e lo sguardo radioso. È il cuore vibrante del film, di quasi ogni inquadratura, supportato dall'interpretazione molto precisa di Arieh Worthalter nel ruolo del padre benevolo. Affrontando un tema forte e scottante, "Girl" evita con abilità ogni sensazionalismo e accompagna con empatia il viaggio intimo di una giovane transgender che va incontro al suo corpo. 
 

 
 

 

 
 

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