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Gli uccelli (The Birds)

 
 

Nuovofilmstudio in collaborazione con la Cineteca di Bologna:

Il Cinema Ritrovato - al cinema 
  

Gli uccelli

(The birds)

di Alfred Hitchcock, con Tippi Hedren, Rod Taylor, Jessica Tandy - USA 1963, 119’ 

    

mar 8 gennaio 18.00  

  

Mitch Brenner, un avvocato di San Francisco, abita con la madre e la sorellina Cathy in un remoto paesino nel sud della città. Melania, una giovane donna innamorata di lui e venuta a trovarlo, rimane ferita da un gabbiano: un caso inspiegabile che sembra però isolato. Invece, durante la festa per il compleanno di Cathy, improvvisamente alcune centinaia di corvi e gabbiani assaltano ferocemente i giovani invitati. Nel frattempo, gli uccelli si sono riuniti a migliaia...  
  

Gli uccelli è uno dei classici intramontabili di Alfred Hitchcock, oggetto ibrido ed esemplare, misterioso nella sua perfezione cinematografica e nella sua audacia artistica. È un Hitchcock che usa le forme dell’arte pop con consapevolezza e ironia feroce, nutrendosi della loro potenza grafica e piegandole alla propria oscura visione. Un film senza precedenti e senza eguali, che ha influenzato tutto l’horror dei decenni a venire. Questa edizione restaurata del capolavoro di Hitchcock è imperdibile: l’ingannevole azzurro di Bodega Bay, i bagliori platino della chioma di Tippi Hedren, il pentagramma stridulo di quelle ali nere, sempre più numerose, sempre più minacciose; e poi solo loro, gli uccelli, divenuti l’unica cosa visibile, l’unica pensabile, l’unico destino. "Se si hanno occhi per vedere, orecchie per ascoltare e un cuore per sentire, Gli uccelli è un film magnifico. Di una bellezza ammaliante che, secondo il procedimento caro a Hitchcock da La finestra sul cortile e messo a punto con Vertigo, ci trascina lentamente, dolcemente, ma irresistibilmente, dalla dimensione del quotidiano verso i territori lontani del fantastico. È un film musicale. Inizia con un andante piacevole, grazioso, seducente, che con una minima modulazione, diventa poco a poco grave, strano, angosciante. Poi improvvisamente esplode un allegro vivace, vorace, rapace, che a sua volta si appesantisce, assumendo risonanze terrificanti. Questo film – il più compiuto, il più meditato, il più profondo di Hitchcock, insieme a Psycho – è l’austera riflessione di un uomo che si interroga sui rapporti tra l’umanità e il mondo". (Jean Douchet) 
  
Sito ufficiale italiano 
  

 
 
 

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