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Takara - la notte che ho nuotato (La nuit où j'ai nagé)

 
 

di Damien Manivel e Kohei Igarashi, con Takara Kogawa, Keiki Kogawa, Chisato Kogawa - Fra/Giap 2017, 79’ 
 

mar 16 luglio (18.00)
mer 17 luglio
(15:30 - 21.15)  
 
Tra le montagne innevate del Giappone, ogni notte, un pescatore si reca al mercato del pesce del suo paese. Una notte, il suo figlioletto di sei anni Takara, viene svegliato dai suoi rumori e non riesce proprio a rimettersi a dormire. Mentre il resto della famiglia dorme, il piccolo fa un disegno per quel papà che vede così poco e lo mette nel suo zainetto. La mattina, ancora insonnolito, perde la strada per la scuola: un'occasione per una piccola avventura, e forse per consegnare quel disegno... 
 
Il francese Damien Manivel e il giapponese Kohei Igarashi accostano mirabilmente due mondi facendo precipitare il pubblico nell'immaginazione di un bambino di sei anni per rappresentare l'amore tra padre e figlio. "Quando ci siamo incontrati alla premiere di due nostri film - raccontano i registi - abbiamo subito trovato un'intesa e deciso di farne uno insieme. Ognuno ci avrebbe messo qualcosa di suo: il fascino per i paesaggi innevati di Damien avrebbe incontrato la voglia di Kohei di raccontare l'infanzia. E così abbiamo viaggiato nella regione più innevata del Giappone, Aomori, per incontrare un bambino, Takara Kogawa. Siamo rimasti meravigliati dalla sua fantasia e dalla sua disarmante sincerità". "Takara" è un racconto poetico e minimale di affetti e di avventura. Tra l'essenzialità di Chaplin e il rigore di una storia illustrata per bambini, un attore bambino non professionista calamita l'attenzione con una semplice successione di azioni banali: il cinema puro è in azione, mentre il piccolo si muove tra spazi domestici, una piccola stazione ferroviaria, un centro commerciale, un parcheggio. I suoi movimenti sono goffi e simpatici. Spesso casca per colpa della neve. Risuonano nell’aria le note de La Primavera di Vivaldi. Contempliamo con lui il senso di libertà mentre si aggira per le strade bianche alla ricerca di un contatto con il padre, il cui ritmo di vita è opposto al proprio. Un film incantevole che non ha bisogno di nomi o di parole. 
 
 
 
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