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Il campione

 
 

di Leonardo D'Agostini, con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Ludovica Martino - Ita 2019, 105’  
  

mar 10 settembre 18.00

mer 11 settembre 15.30 - 21.15  
  

Giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricchissimo e viziato. Christian Ferro è "Il Campione", il nuovo idolo del calcio che ha addosso gli occhi dei tifosi di mezzo mondo. Valerio, solitario e schivo e con problemi economici da gestire, è il professore che viene assegnato al giovane goleador quando, dopo l’ennesima bravata, il presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina attraverso l’esame di maturità. I due, che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, si troveranno legati a doppio filo generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi...  

  

Scritto e sceneggiato da due donne, Antonella Lattanzi e Giulia Steigerwalt, l’opera prima di Leonardo D’Agostini è molto più che un’epica su un calciatore tutto genio e sregolatezza. "Il Campione" è un romanzo di formazione che non si rivolge esclusivamente agli amanti del calcio ma che racconta una storia universale di caduta e risalita che può appassionare chiunque. La storia più importante infatti non è quella del pallone ma quella del rapporto d’amicizia tra il giovane calciatore e il professore, che è l’unico a vederlo come una semplice persona e non come una star da acclamare o qualcuno da sfruttare economicamente.

 

Prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, tra i principali alfieri del cinema italiano moderno e coraggioso, il film gode di una scrittura fresca e brillante che sembra avvicinare i personaggi dall'esterno, rispettosa e quasi guardinga, per scoprire la loro fragilità solo quando loro stessi sono pronti a rivelarla l'uno all'altro. D'Agostini mette a frutto in maniera eccellente le qualità dei suoi interpreti utilizzando alla perfezione i tempi comici di Andrea Carpenzano, la sua capacità di aprire al personaggio profondità vertiginose e dolenti. Perfettamente in sintonia con il più esperto Stefano Accorsi, è proprio il giovane attore romano il punto di forza del film: fisicamente giusto per la parte, abile nel comunicare una natura "altra" rispetto alle proprie circostanze, e dotato di quell'innato senso del pudore che gli impedisce di esagerare con la coattaggine cinematografica o il giovanilismo da film. Nella sua prima parte "Il Campione" è scritto con humour e vive di tempi comici felicissimi; nella seconda, con gradualità e pudore, si apre a toni drammatici e rivela profondità sorprendenti. Il resto lo fa la bravura degli interpreti.  
  

  
  

 
 

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