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Joker

 

  • Martedì 3 Dicembre 15:30
  • Martedì 3 Dicembre 18:00
  • Martedì 3 Dicembre 21:00

 

Lost In Translation - ciclo di film in lingua originale con sottotitoli in italiano. 

  

Al Nuovofilmstudio abbiamo un pensiero fisso che alimenta da sempre la nostra passione per il Cinema nei momenti più difficili, quando ci si ritrova a proiettare grandi opere filmiche internazionali dal doppiaggio italiano mediocre: presentare i film in lingua originale! Ecco perchè vogliamo riprendere "Lost In Translation", il ciclo di proiezioni dedicato a tutti quei film che, visti in lingua originale, fanno veramente un altro effetto. Ci auguriamo come sempre che possa diventare un appuntamento fisso, dipende anche da voi!  
  

Joker  

di Todd Phillips  

con Joaquin Phoenix, Robert De Niro  

USA 2019, 122'  

  

Leone d'oro al Festival di Venezia 2019.

  

Spettacoli in lingua originale con sottotitoli in italiano: 

mar 3 dicembre (15.30 - 21.00) mer 4 dicembre (18.00)

  
Spettacoli doppiati in italiano:

mar 3 dicembre (18.00) mer 4 dicembre (15.30 - 21.00)   

  

Gotham City. Arthur Fleck vive con l'anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita però è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da chiunque, ha sviluppato una patologia che lo fa ridere a sproposito incontrollatamente, allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale...  

  

 

“Joker” del regista Todd Phillips è incentrato sulla figura dell’iconico villain di Batman, uno standalone originale, diverso da qualsiasi altro personaggio tratto da una graphic novel apparso sul grande schermo fino ad ora. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come quella di Gotham City. Batman, l’uomo pipistrello che da lì a qualche anno dedicherà la propria vita a vigilare sulla città, in questo film è solo un bambino di dieci anni e appare in due momenti brevissimi; ciononostante è onnipresente. Lo è in ogni avvenimento della vita di Arthur perché, definendo sé stesso, il Joker di Phoenix definisce anche quello che sarà il proprio opposto. Omaggiando il cinema di Scorsese, "Re per una notte" e "Taxi driver" in particolare, Phillips riflette sull’idea di ironia come passepartout per essere accettati nella società. La solitudine assoluta in cui è relegato Arthur nasce proprio dalla sua mancata appartenenza a un sentimento condiviso, dall’esplodere in continue risate a squarciagola, dalle battute a cui corrispondono solo controcampi di un pubblico che non si diverte. Ed è da questa emarginazione che nascono la frustrazione e il bisogno viscerale di rimodellare il mondo secondo il proprio modo di vedere. Ogni sua risata è una richiesta di aiuto, ogni passo di danza un ulteriore avvicinamento alla follia. Perché l'Arthur che conosciamo all'inizio del film non è pazzo, è solamente un uomo fragile che nessuno aiuta.  
  

  
  
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