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ALOS + RYF + STEFANIA DEI CUORI DJ SET

 
 
Sabato 14 dicembre ore 22
?Alos Ritual “The Chaos Awakening” ( Queer-Pagan-Avant-Metal)
https://www.youtube.com/watch?v=oMf0CpePORk&t=2s
RYF ( Sad Core, Neofolk, Altrock – Queer Love & Angry Song )
https://www.youtube.com/watch?v=Xi4RDg97DJI
Aftershow Stefania Dei Cuori Dj Set
ingresso 7euro con tessera arci

– ?ALOS
Dal 1999 al 2006 vive a Milano, dal Settembre 2006 a Giugno 2011 vive a Berlino, ora vive in Italia a Ravenna.
Musicista e performer sperimentale, dal 2003, con la nascita del suo progetto solista ?Alos, inizia ad unire queste due discipline per creare delle performance/spettacoli in cui la musica dal vivo un elemento fondamentale.
Il suo lavoro trascende i confini fra le arti performative, integrando musica sperimentale, performance, improvvisazione e video/art e rendendo parte attiva il pubblico attraverso la
stimolazione dei sei sensi.
A fondamento di ogni sua azione performativa c’è la figura femminile il cui ruolo viene esplorato criticamente nella storia e nella società contemporanea.
Musicista e performer attiva dal 1998 è membro di ?Alos e OvO e delle storiche Allun. Con più di mille concerti all’attivo ( 5 album come ?Alos e 8 album come OvO) ha suonato in Italia, Europa, Stati Uniti, Canada, Russia, Cina, Vietnam, Messico ed Israele. Nel 2015 e 2016 ha collaborato, come musicista e
Music Producer, con il regista teatrale svedese Markus Ohrn nel progetto Azdora.
Dal 2017 ha iniziato a collaborare con Santarcangelo Festival, storico festival italiano di teatro contemporaneo, come curatrice musicale insieme a Francesca Morello.
https://alos.bandcamp.com/music

– Francesca Morello, in arte R.Y.F., si mette a nudo con il suo secondo album, Shameful Tomboy, in uscita per l’etichetta Dio Drone il 18 ottobre 2019, in CD, digitale e musicassetta a tiratura limitata. Come suggerisce l’artwork del disco, è sulla sua pelle che sono impressi i dieci nuovi brani che ne fanno parte, da lei scritti e suonati nel corso degli ultimi due anni.

R.Y.F. ( restless-yellow-flowers ) fa tutto da sola, dividendosi fra canto brutale/intimista e chitarre sia elettriche sia acustiche: “Di base uso una chitarra Gretsch Hollow Body e la mia vecchia acustica della Fender, la prima che io abbia mai posseduto”. L’unico contributo esterno è di Roberto Villa – responsabile delle registrazioni svoltesi appunto su nastro allo studio L’Amor Mio Non Muore di Forlì – che ha aggiunto il contrabbasso nello spettrale pezzo Raised To Kill, quasi in linea con Chelsea Wolfe: “We were raised to kill / All we have inside”. Siamo stati cresciuti per uccidere tutto ciò che abbiamo dentro… Raised To Kill si collega così all’essenziale pathos autobiografico della title-track, ultima canzone in scaletta ma prima a essere stata composta: “Shameful Tomboy parla del primo schiaffo che ho ricevuto dalla società, ad appena cinque anni. All’epoca frequentavo un asilo gestito da suore e una di loro mi accusò di essere ‘vergognosa’ perché, da appassionata del cartone animato He-Man and the Masters of the Universe, volevo giocare assieme ai miei compagni e compagne con la riproduzione del castello di Grayskull, che avevo ricevuto in regalo: un comportamento da ‘maschiaccio’, sufficiente a destabilizzare i ruoli di genere…”. Non a caso il testo recita: “You called me shameful tomboy / And I was only 5”.
https://ryfmusic.bandcamp.com/
 
 

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