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Tutto il mio folle amore

 

  • Martedì 28 Gennaio 15:30
  • Martedì 28 Gennaio 18:00
  • Martedì 28 Gennaio 21:15

 
di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono - Italia 2019, 97’

mar 28 gennaio 15.30 - 18.00 - 21.15
mer 29 gennaio 17.30

Sono passati sedici anni dal giorno in cui Vincent è nato e non sono stati sedici anni facili per nessuno. Né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena e per il suo compagno Mario, che lo ha adottato. Willi, che voleva fare il cantante, senza orario e senza bandiera, è il padre naturale del ragazzo. Una sera qualsiasi trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. Non sa, non può sapere, che quel piccolo gesto di responsabilità è solo l’inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio lungo le strade deserte dei Balcani...

Un ritorno alle origini, alla struttura del road movie, ai temi del viaggio come fuga e anelito alla libertà. Con "Tutto il mio folle" amore Gabriele Salvatores si ricollega alle fortunate esperienze di "Marrakech Express", "Turné", "Mediterraneo" e "Puerto Escondido", ai film realizzati a cavallo fra gli anni '80 e '90 che lo hanno fatto conoscere in Italia e all'estero. Ma se in quei film era centrale il tema del confronto e dell'amicizia, qui l'attenzione è rivolta al rapporto padre-figlio, alla scoperta di un sentimento genitoriale da parte di un uomo che ha fatto della fuga dalle responsabilità la propria filosofia di vita. Liberamente ispirato al romanzo di Fulvio Ervas, "Tutto il mio folle amore" sembra la versione picaresca de "Le chiavi di casa", il film di Gianni Amelio. Ma se i comportamenti bizzarri, gli sbalzi di umore, le follie e le improvvise depressioni che caratterizzano i personaggi dei due ragazzi sono simili, le figure paterne si diversificano molto. Alternando momenti realistici ad altri più poetici e immaginifici, il film è volutamente discontinuo e spesso imprevedibile, con la colonna sonora in primo piano. "Tutto il mio folle amore" non avrebbe potuto funzionare se non avesse funzionato il personaggio di Vincent, così convincente che ci si domanda se Giulio Pranno che lo incarna sia veramente disabile. Claudio Santamaria presta a Willi la sua fragilità e malinconia, Valeria Golino tira fuori la sua componente anarchica e inquieta, e Diego Abatantuono è garanzia di sollievo comico (e buon senso).


 
 

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