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JOHN PAUL KEITH & BAND

 
 

Martedì 17 maggio ore 22.00
John Paul Keith & Band

Uno dei più grandi rappresentanti moderni del Memphis Rock’n’Roll sound: John Paul Keith arriva al Rain!
Songwriter con quattro album all’attivo su Fat Possum e Last Chance Records, session man per Stax e Graceland, il suo suono spazia tra Rockabilly, Garage e Soul, per uno show di qualità eccelsa!
https://youtu.be/XGMo5jPwSKk
https://youtu.be/rPq4RRIhWSE
Apertura porte ore 21:00 – Possibilità di cenare con le nostre specialità
Inizio concerti ore 22:00
ingresso 8e con tessera arci – under 25 ingresso 5e con tessera arci
Biglietti On Line: https://www.musicglue.com/circolo-raindogs-house

Ecco come Marcello Matranga di www.mescalina.it parla del suo ultimo disco ‘The Rhythm Of The City’:
Non è certo un novellino John Paul Keith, vistio che la sua storia parte con i Vinceroys band formatasi nei primi anni novanta a Knoxville, grazie all’intraprendeza di Scott Miller (da non conforndersi con l’omonimo fondatore dei Game Theory), Paxton Sellers, Jeff Bills e lo stesso Keith. I Vinceroys durano pochissimo con il nome prescelto, ma la minaccia di un’azione legale da parte di uno storico gruppo giamaicano con lo stesso nome, convinse i nostri a cambiare in V-Roys. Con questo nome la band si farà conoscere grazie all’interessamento di Steve Earle e Ray Kennedy (The Twangtrust). Con lo stesso Earle saranno parte di un album e di un EP con due mix di Johnny Too Bad, una canzone del 1971 di The Slickers resa popolare dal film reggae di Jimmy Cliff, The Harder They Come, oltre ad una canzone dei V-Roys, Straight Highways, ed una canzone di Steve Earle & The Fairfield Four, che venne estrapolata dal soundtrack del film Dead Man Walking.I V-Roys non faranno a tempo a completare il loro primo album, All About Town, pubblicato nel 1998, che Keith aveva già lasciato il gruppo. Da quel momento John si è orientato verso sonorità come il rock’n’roll, il soul, il blues, fondendo il tutto in un delizioso melange che ha trovato spazio su quattro album pubblicati in precedenza, e noti ad appassionati o per chi ama cercare di scoprire ed ascoltare cosa vi sia oltre la solita pletora di nomi, molto apprezzati in realtà, dalla critica in generale. Heart Shaped Shadow l’album precedente,è stato prodotto da uno come Will Sexton. The Rhythm Of The City è il quinto album solista di JPK ed è un lavoro, a mio avviso, veramente bello e piacevole. Uno di quei dischi che si mettono sul piatto e si lasciano gustare dalla prima all’ultima nota fin dall’iniziale, irresistibile How Can You Walk Away, con i fiati che spadroneggiano (il trombettista Marc Franklin e dai sax di Art Edmaiston e Kirk Smothers) ed il coro formato dalle sorelle Jackson (dei Southern Avenue dei quali vi racconteremo presto), caratterizzando la canzone. Vale la pena segnalare alcuni degli altri pezzi presenti nella raccolta, come The Sun’s Gonna Shine Again con delicate sfumature R&B che si affiancano ad un Pop di alto livello. Magnifica la title track, altro pezzo trascinante ed irresistibile dove i fiati tornano a farsi molto presenti, ma mai invadenti, conferendo al pezzo un’aurea deliziosa. Una canzone perfetta da ascoltare in auto.Keep On Keep On è un’altro gioiellino da portarsi dietro. Ain’t Done Loving You Yet ha il piglio di una canzone dell’indimenticabile Tom Petty. If I Had Money ha l’afflato del Blues con l’organo affidato alle cure sapienti di Al Gamble che si fonde mirabilmente all chitarra di Keith.Chiude il disco la dolce love song di How Do I Say No, un pezzo che non sfuggirebbe ad una classica iconografia da ascolto notturno in dolce compagnia, e nonostante ciò privo di scontata banalità.Registrato a Memphis, Tennessee, e prodotto dall’autore, questo The Rhythm Of The City, è un disco perfetto per chi vuole evadere dalla monotonia di certa musica che ci circonda con fastidiosa, quanto inutile, insistenza ed insipienza. Molto consigliato.

 

ALCUNE REGOLE
Ciao Amici, come ben sapete, dopo un travaglio lungo quasi due anni, finalmente le regole sembrano andare verso un progressivo stato di distensione. Al momento non c'è bisogno di green pass, nessun tampone, nessun foglio presenze da firmare. Portate con voi una mascherina ffp2 ed è fatta! Ci vediamo ai concerti, magari con una fresca birretta da gustare!

 
 

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