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Videodrome

 
 

di David Cronenberg, con James Woods, Debbie Harry, Sonja Smits - Canada 1983, 87’  - in lingua originale con sottotitoli in italiano
 
mar 20 settembre 18.00 
  
Restaurato in 4K nel 2022 a partire dal negativo camera originale 35mm ed elementi intermedi conservati da NBC Universal. Restauro approvato da David Cronenberg.  
 
Max Renn possiede una rete televisiva che cerca una sua collocazione nell'etere offrendo alla gente ciò che a suo parere vuole vedere, cioè sesso e violenza. Quando un tecnico gli mostra una brevissima emissione di una sconosciuta emittente denominata Videodrome, Max ne resta colpito. La violenza che viene mostrata è, secondo lui, simulata con grande verismo. Poter avere quei programmi sulla sua rete gli permetterebbe di raggiungere finalmente un'audience ampia…  
 
“Videodrome” è a tutti gli effetti il ‘manifesto’ del cinema di David Cronenberg: sconvolgente come un’allucinazione, lucido e denso come un saggio teorico sul mondo mass-mediale in cui ci è dato di vivere. Raramente il cinema ha portato così in profondità la riflessione su se stesso, sul proprio senso, sul suo rapporto con gli altri media e con il corpo degli spettatori. Cronenberg riflette sull’intossicazione derivata dal consumo di immagini televisive e sulle modificazioni fisiche e antropologiche che la loro diffusione sta apportando all’apparato percettivo umano. 

«L’idea nasceva dalle numerose ore notturne che avevo trascorso davanti alla televisione da bambino, quando mi capitava di vedere improvvisamente dei segnali causati da interferenze. Era stata quell’esperienza che mi aveva portato a immaginare un uomo che capta per caso un segnale bizzarro, estremo, violento e molto pericoloso. A causa del suo contenuto ne diventa ossessionato, cerca di rintracciarlo e si trova invischiato in un intricato mistero. Quando cominciai a scrivere, la storia prese improvvisamente ad alterarsi. Max aveva delle allucinazioni e gli succedevano delle cose fisiche impossibili, andavano anche oltre quelle contenute nel film. A un certo punto si rendeva conto che la sua vita non era come aveva pensato che fosse: lui stesso non era come aveva creduto di essere. Alla fine decisi di interrompere, perché la storia era così esagerata da essere troppo per un solo film. Ciò che avevo scritto mi aveva davvero sbalordito. Se intendi fare dell’arte, devi esplorare alcuni aspetti della tua vita senza riferimenti a istanze o a posizioni politiche. Con “Videodrome” ho voluto suggerire la possibilità che un uomo sottoposto a immagini violente cominci ad avere delle allucinazioni. Ho voluto sperimentare cosa succederebbe se accadesse davvero quello che i censori sostengono. Come sarebbe? Dove porterebbe?». (David Cronenberg)  
  

 
 

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