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Siccità

 
 

In occasione della Giornata Europea del Cinema d'Essai, Nuovofilmstudio presenta:
 
Siccità
di Paolo Virzì
con Valerio Mastandrea, Silvio Orlando, Claudia Pandolfi
Italia 2022, 124'  
 
Premio Francesco Pasinetti alla Mostra del Cinema di Venezia 2022  
    
mar 15 nov (18.00)  
 
A Roma non piove da tre anni e la mancanza d'acqua stravolge regole e abitudini. Nella città che muore di sete e di divieti si muove un coro di personaggi, giovani e vecchi, emarginati e di successo, vittime e approfittatori. Le loro esistenze sono legate in un unico disegno, mentre cercano ognuno la propria redenzione.  
 
"Siccità", il nuovo film di Paolo Virzì, si è rivelato ben più attuale di quanto l'autore stesso si potesse aspettare al momento della scrittura. Una commedia corale coraggiosa, capace di affondare le unghie nel terreno fertile del fantastico per guardare a un prossimo futuro che possa far riflettere sul nostro presente. Virzì riesce a raccontare, con ironia pungente e quella amara satira di costume tipica della nostra migliore commedia all'italiana, la quotidianità dalle sponde di un Tevere prosciugato.  
 
«Nel momento in cui le strade delle nostre città erano deserte, ed eravamo chiusi ciascuno a casa propria, connessi l’uno all’altro solo attraverso degli schermi, ci è venuto naturale guardare avanti, interrogandoci su quello che sarebbe stata la nostra vita dopo. Abbiamo iniziato a fantasticare su un film ambientato tra qualche anno, in un futuro non così distante dal presente. Immaginando alcuni racconti da far procedere ciascuno autonomamente, secondo la tecnica del film corale, che man mano scopriamo esser legati l’uno all’altro in un intreccio più grande. Una galleria di personaggi ugualmente innocenti e colpevoli, un’umanità spaventata, affannata, afflitta dall’aridità delle relazioni, malata di vanità, mitomania, rabbia, che attraversa una città dal passato glorioso come Roma, che si sta sgretolando e “muore di sete e di sonno”. Una visione che può sembrare un’allegoria catastrofica, dove anche l’ironia è nerissima, ma attraversata da un sentimento di tenerezza e compassione, da lampi di batticuore e speranza di salvezza. La canzone di Mina “Mi sei scoppiato dentro al cuore”, ascoltata dal violoncellista Filippo nella solitudine di un lutto e che commenta musicalmente la passerella finale del cast, risuona come una preghiera in questo paesaggio di solitudini e di relazioni meschine, provando a dar voce all’insopprimibile desiderio collettivo di consolazione e di amore». (Paolo Virzì)    

 
  

  

 
 
 

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