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Ti mangio il cuore

 

  • Mercoledì 23 Novembre 15:30
  • Mercoledì 23 Novembre 18:00

 

di Pippo Mezzapesa, con Elodie, Francesco Patané, Francesco Di Leva - Italia 2022, 115'  
 
mer 23 nov (15.30 - 18.00)  

Puglia. Arso dal sole e dall'odio, il promontorio del Gargano è conteso da criminali che sembrano venire da un tempo remoto governato dalla legge del più forte. Una terra arcaica da far west, in cui il sangue si lava col sangue. A riaccendere un'antica faida tra due famiglie rivali è un amore proibito: quello tra Andrea, riluttante erede dei Malatesta, e Marilena, bellissima moglie del boss dei Camporeale. Una passione fatale che riporta i clan in guerra. Ma Marilena, esiliata dai Camporeale e prigioniera dei Malatesta, contesa e oltraggiata, si opporrà con forza di madre a un destino già scritto.  
 
Nel 2019 "Ti mangio il cuore" di Carlo Bonini e Giuliano Foschini è stata la prima grande inchiesta sulla quarta mafia, quella del Gargano e della provincia di Foggia, la meno raccontata e conosciuta d’Italia. Da questo libro è stato liberamente tratto il film di Pippo Mezzapesa, una grande, tragica storia d'amore.  
 
«"Ti mangio il cuore", promessa di morte e sfida d'amore. Il titolo del film racchiude la doppia anima di questa storia, fatta di spietatezza e passione. Il racconto di una guerra per la vendetta, rinfocolata dall'amore impossibile tra Andrea e Marilena, due giovani che lottano per salvarsi. Da anni seguivo con attenzione il fenomeno delle faide che insanguinano il Gargano, un promontorio aspro, crudo, di estasiante bellezza. Lotte familiari che partono molto spesso da motivi futili e si trasformano in stragi che si perpetuano per decenni. L'omonimo libro mi ha spinto a immergermi totalmente in questo mondo, portandomi a conoscere Rosa Di Fiore, la prima pentita della mafia del Gargano. Una donna che, a causa dell’amore incoercibile per un uomo "proibito", finisce nella prigione di una famiglia avversaria e che, sospinta dall'amore per i suoi figli, cerca una via di salvezza. L'obiettivo del film è fare luce su un inedito e violento mondo criminale, che si muove in un contesto arcaico, imbestiato, isolato dal mondo, abitato da gente che parla con un idioma crudo, permeato di sacralità, in cui l'unica legge che decreta la vita o commina la morte, è quella della montagna. Allo stesso tempo, l'intento è quello di raccontare una storia d'amore che tanto stride con tutto questo e che, proprio per questo, conduce a un'inevitabile guerra tra nuclei familiari. È questo lo scenario che rende unico il racconto, che pur attingendo ai canoni del crime, narra una romantica e disperata storia d'amore. Tra due ragazzi di inconsueta bellezza, così distanti dall'umanità truce che li circonda, che potrebbero affrancarsi, essere diversi altrove, ma restano invischiati nelle cieche regole della faida. Intrighi, tradimenti e lotte per il potere, in un bianco e nero che è stato il pensamento iniziale del film. Il tutto con la vibrante consapevolezza di percorrere un sentiero ancora incontaminato, con la curiosità viva di chi esplora e racconta materia magmatica, in grado di produrre un racconto bruciante e primitivo. Perché "Ti mangio il cuore" è stata promessa e sfida anche per me». (Pippo Mezzapesa)  
  
 
  

 
 

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