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Incroci sentimentali (Avec amour et acharnement)

 
 

di Claire Denis, con Juliette Binoche, Vincent Lindon, Grégoire Colin - Francia 2021, 116'  
  

Premio miglior regia al festival di Berlino 2022   
 
lun 21 nov (18.00)  
 
Parigi, inverno. Sara e Jean si amano. Convivono da diversi anni. Il loro amore li rende felici, forti. Si fidano reciprocamente e il loro desiderio non si è mai spento. Una mattina (per caso?) Sara incontra François, colui che le ha presentato Jean. Proprio il François che ha lasciato senza alcuna esitazione per stare con Jean... 
 
Dopo aver entusiasmato pubblico e giuria dell’ultimo Festival di Berlino, dove la regista Claire Denis ("Chocolat", "L’amore secondo Isabelle", "High Life") ha vinto l'Orso d'Argento, arriva nella nostra sala "Incroci sentimentali", che vede per la prima volta insieme le due star del cinema francese Juliette Binoche e Vincent Lindon. La coppia, al fianco di Grégoire Colin, è protagonista di un triangolo amoroso che condizionerà inevitabilmente le scelte di tutti. 
  
«È una storia semplice: Sara e Jean convivono come coppia. Un giorno, per caso, Sara vede François, un ex. Ma la semplicità è ingannevole. È un modo per sventare i cliché sui modelli comportamentali che conosciamo tutti: il ménage à trois, la donna divisa tra due uomini che ne soffre, ecc. Il film è un atto di equilibrio, una passeggiata sul filo del rasoio. Per me la sceneggiatura è come argilla che viene modellata a poco a poco. Dalla nebbia si cominciano a intravedere le sagome, che iniziano a muoversi, a parlare, a prendere forma. Sara lavora a Radio France International, una stazione pubblica francese che trasmette notizie da tutto il mondo. Per me era importante che Sara sentisse dire da chiunque che le cose non stavano andando bene. Ci viene fatto capire che Jean è disoccupato, che ha passato del tempo in carcere, che giocava a rugby e che ora sta trovando difficoltà per ricominciare a lavorare. François forse è un delinquente, o forse è in cerca di vendetta. Diamo pochi dettagli a riguardo, ma credo che siano sufficienti. Se non altro perché lasciano agli spettatori la libertà di usare la propria immaginazione. La trama dei personaggi non è nelle loro biografie. È nel momento. Il loro presente fugace - pochi giorni a Parigi in inverno - è sufficiente a creare la tempesta di sentimenti. È anche per questo che ci sono poche scene all'aperto. La loro interiorità stessa funge da esteriorità leggermente misteriosa. Sono come alieni, teletrasportati al di fuori dalle loro abitudini. Sara non è né sottomessa, né vittima. Si abbandona al suo desiderio, ma non a qualcuno in particolare. Non al compagno con cui vive, né al suo amante di passaggio. Per lei la vita è un'avventura, un'arma a doppio taglio, come il titolo della canzone composta da Stuart Staples per il film: "Both sides of the blade"». (Claire Denis)  
  
  
  

  

 
 

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