IL FILO NASCOSTO

PERLE DEL CINEMA ITALIANO
Mini festival (non festival) dedicato al cinema d’autore italiano

Nuovofilmstudio è orgoglioso di presentare la prima edizione de “Il filo nascosto. Perle del cinema italiano”, un piccolo viaggio dentro il grande cinema che l’Italia continua a produrre, ma che troppo spesso rimane invisibile agli occhi del suo stesso pubblico. Un mini festival – o meglio, un anti-festival – che si propone di dare spazio, tempo e voce a quelle opere e a quegli autori che hanno saputo conquistare il rispetto della critica internazionale, ma che ancora faticano a trovare un reale riconoscimento e una diffusione capillare nel nostro Paese.
In questa prima edizione, il filo ci conduce attraverso le visioni e le parole di tre registi che rappresentano alcune tra le voci più vive, poetiche e coraggiose del nostro cinema contemporaneo: Maura Delpero, Carlo Sironi e Alice Rohrwacher.
Le loro opere sono accomunate da uno sguardo sensibile sul mondo capace di rinsaldare una relazione trascendente dell’uomo con esso trattando, attraverso un certo realismo una materia invisibile all’occhio: l’umanità.

Siamo quindi onorati di iniziare questo mini festival ospitando Maura Delpero, pluripremiata regista che, con il film “Vermiglio” ha conquistato l’attenzione del pubblico internazionale vincendo il gran Premio della Giuria al Festival di Venezia e sei David di Donatello tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura, per essere infine nominato agli oscar come miglior film straniero.
Partiamo quindi collegandoci alla nostra rassegna “Cinema in Fortezza” dove, il 30 di Luglio (h.21.30) all’interno della suggestiva cornice del Priamar, verrà proiettato Vermiglio splendido gioiello delicato e potente che anticiperà l’incontro di giovedì 31 luglio all’interno della sala del Nuovofilmstudio con i registi Maura Delpero e Carlo Sironi. Sarà questa l’occasione per ripercorrere insieme a loro il filo che collega il cinema di ricerca, poetico ed essenziale del panorama italiano attuale (h.19.00). All’interno di questo importante appuntamento saranno proiettati i film “Sole” di Sironi (h.17.00) e “Maternal” di Delpero (h.21:30), entrambi trattano con delicatezza il tema complesso della maternità e genitorialità,: in Sole, film di formazione, viene raccontato il rapporto tra due giovani e la maternità surrogata, ed in maternal un hogar, una casa famiglia per madri giovani e i loro bambini, gestita da suore in cui dialogano due forme di maternità apparentemente sbagliate: quella, precoce, delle ragazze e quella, negata e spirituale, delle religiose. In entrambi i film la maternità non è mai idealizzata, ma raccontata nella sua fragilità, ambivalenza e possibilità trasformativa.

Il filo nascosto ci condurrà ancora ad incontrare Alice Rohrwacher una una delle voci più autentiche e internazionali che il cinema italiano abbia espresso nel XXI secolo. Regista indipendente sia a livello produttivo che espressivo, ha ricevuto riconoscimenti all’estero, vincitrice a Cannes con Le Meraviglie e Lazzaro Felice, nominata tra i migliori registi al mondo dal New York Times con il film La chimera.
Sabato 23 agosto sarà ospite al Nuovofilmstudio (h.17) per presentare i cortometraggi “Le pupille” , liberamente ispirato a una lettera di auguri che Elsa Morante mandò nel natale del 1971 al suo amico Goffredo Fofi recentemente scomparso e “Allegoria cittadina” realizzato insieme all’artista francese JR.

Alle ore 18 sempre al Nuovofilmstudio la regista Rohrwacher incontrerà il pubblico per raccontare il suo cinema e alle 21.30 presenterà il film “La chimera” all’interno della fortezza del Priamar.

“Il cinema italiano è vivo, ma non è al centro dell’attenzione delle istituzioni e del potere, che certamente non lo proteggono; e però è forse questo il motivo della sua freschezza, della sua importanza. Può sembrarci un miracolo, questo cinema, se pensiamo al contesto in cui è cresciuto e in cui riesce a dare frutti. È un dono che il paese non si merita, non se lo meritano i suoi governanti, i suoi intellettuali, la sua scuola, le sue università. È nostro dovere proteggerlo e sostenerlo, esaltarne la libertà, l’intelligenza e la morale: la poesia.”
(Fofi, Goffredo. “È un momento formidabile per il cinema italiano.” Internazionale, 24 May 2018)

Giovedì 31 luglio

h. 17.00 Nuovofilmstudio
Sole
Di Carlo Sironi
Con Sandra Drzymalska, Claudio Segaluscio, Bruno Buzzi
Italia, 2019,102’

Ci vuole un po’. Ci vuole un po’ per entrare nel mood, nei ritmi, nei silenzi, nell’asciuttezza di questo film. Per ascoltare quello che non viene detto. Per sentire i desideri che provano i protagonisti. Poi ci si finisce dentro.
Ermanno è un ragazzo senza direzione, che passa il tempo a giocare alle slot machine e campa di espedienti, non sempre legali. Suo zio Fabio gli affida l’incarico di fingersi il padre del bambino che Lena porta in grembo, in modo da poterlo adottare insieme alla moglie cha da (troppo) tempo desidera un figlio. Ermanno obbedisce, un po’ a fronte del compenso promesso, un po’ perché zio Fabio è la sua unica famiglia, un po’ infine perché non sa che cosa vuole dalla vita.
Sole, come il nome della bambina che una ragazza polacca sta per partorire, e che è destinata a un’altra donna, per diecimila euro. Sole, anche, come le molte anime sole di questo film, due delle quali piano piano sorgono. E allora, anche il titolo lo capisci meglio, lo ami di più.

h. 19.00 Nuovofilmstudio – Maura Delpero e Carlo Sironi ospiti insala tessono le fila del cinema d’autore

Maura Delpero è nata a Bolzano. Dopo gli studi in lettere, a Bologna e Parigi, e in cinema, a Buenos Aires, con i suoi primi documentari, su tutti Signori professori e Nadea e Sveta, entrambi premiati al Festival di Torino, esplora il confine tra finzione e non finzione. Il suo film d’esordio, Maternal, è premiato al 72. Festival di Locarno e partecipa a oltre cento appuntamenti internazionali, da San Sebastian a Londra, da Chicago a Mar del Plata, oltre a valerle – tra gli altri riconoscimenti – il Kering Women in Motion Young Talent Award al 73esimo Festival di Cannes. Vermiglio è il suo secondo film, in concorso all’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dove ha vinto il Premio della Giuria

Carlo Sironi nasce a Roma nel 1983. A 18 anni inizia a studiare fotografia e a lavorare nel cinema come aiuto operatore e in seguito come assistente alla regia. I suoi cortometraggi Sofia, Cargo e Valparaiso sono stati presentati rispettivamente a Torino, Venezia e Locarno. Il suo primo lungometraggio, Sole, debutta in concorso nella sezione Orizzonti alla 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, partecipa ai festival di Toronto e Berlino, ottiene una candidatura al David di Donatello e ai Nasttri d’argento e vince il Discovery Prize come migliore esordio agli European Film Awards 2020. Quell’estate con Irène è il suo secondo film, selezionato alla 74. Berlinale.

h. 21.30 Nuovofilmstudio

Maternal
di Maura Delpero
con Lidiya Liberman, Renata Palminiello, Denise Carrizo
Italia, Argentina, 2019, 91’

Buenos Aires. Lu e Fati sono madri adolescenti, vivono in una casa famiglia religiosa che accoglie adolescenze strappate bruscamente al flusso naturale della crescita, donne che sono ancora ragazze e già madri. Maura Delpero parte da qui, da questo contrasto, per arrivare a esplorarlo a un livello quasi sensoriale.
Dall’Italia arriva Suor Paola, in procinto di prendere i voti perpetui, e ‘incontro tra le tre donne e il loro rapporto con la maternità scateneranno reazioni inaspettate.
L’idea è quella di rappresentare un luogo in cui convivano oggetti, sensazioni e persino odori apparentemente inconciliabili tra loro. Ma calando la realtà scissa e schizofrenica di queste ragazze madri nel contesto di un convento di suore, l’ossimoro si sposta su un livello ulteriore: da un lato si trovano le ragazze inadeguate a essere madri, dall’altro le donne che hanno scelto di non diventarlo, benché nel caso di Paola la volontà recondita sembri affermare tutt’altro. 
Quello di Paola è il personaggio chiave di Maternal, evidentemente destinato a scardinare equilibri faticosamente raggiunti. Una suora giovane e bella, in procinto di prendere i voti perpetui, a cui basta sciogliere i capelli per diventare sensuale e insieme virginale. Un’immagine che rimanda inevitabilmente a Maria e alla sua peculiare maternità, differente da ogni altra. 
Ma Delpero ha il merito di muoversi con sobrietà attorno a queste suggestioni, senza lasciarsi andare alla retorica.