L’UOVO DELL’ANGELO
mar 24 feb 18.00,
mer 25 feb 15.30 – 21.00 vos,
ingresso riservato ai soci ARCI – 5€ sostenitori – 6€ base

di Mamoru Oshii
Giappone 1985, 71′
Una ragazza custodisce con devozione un misterioso uovo in un mondo desolato, ai margini di una città gotica abbandonata. La sua routine silenziosa viene interrotta dall’arrivo di un enigmatico giovane soldato, che la segue come un’ombra ambigua. Il mistero dell’uovo diventa il cuore di un viaggio metafisico che mette in discussione fede, memoria e identi
Sono passati quarant’anni esatti da quando il maestro dell’animazione giapponese Mamoru Oshii regalò al mondo una delle opere (anime e non) più ammalianti ed escatologiche nella storia dell’umanità. Quell’opera è “L’uovo dell’angelo”, con cui Oshii apre a una nuova fase della sua carriera, lontano dai lavori su commissione portati avanti fino a quel momento nel campo dell’anime mainstream (“Yattaman”, “Belle e Sebastien”, “Lamù”), per concentrarsi sulla costruzione di un immaginario sfaccettato come pochi altri. Dieci anni prima di conquistare la fama internazionale con “Ghost in the shell”, Oshii delinea la sua poetica proprio in quest’opera onirica e piena di significato, diventata un film di culto. Ora, “L’uovo dell’angelo” arriva nei cinema italiani per la prima volta dal 1985. Tanto abbiamo aspettato. Ma a distanza di quarant’anni, ancora si discute sui suoi significati. Il film vede l’incontro fra una bambina e un ragazzo sullo sfondo di un mondo rovinato, a metà fra il gotico e il fantascientifico. Lei cova un uovo di origine incerta, lui viaggia a bordo di carri armati tentacolari e porta in spalla un’arma a forma di croce. Poche parole, innumerevoli riferimenti filosofici, biblici e allegorici. I due rappresentano forse la contrapposizione sempiterna fra luce e oscurità, fra vita e morte, fra continuazione della specie e distruzione bellica? Quel che è certo è che si potrebbero passare altri 40 anni a dissezionare questo capolavoro sconfinato in ogni sua tavola, trovandovi sempre nuovi riferimenti e suggestioni. “L’uovo dell’angelo” è uno di quei film capaci di condensare e precorrere (più o meno dichiaratamente) innumerevoli opere prodotte dall’intelletto umano». La direzione artistica e il character design sono di Yoshitaka Amano, leggendario illustratore giapponese molto noto anche per il suo lavoro nella serie videoludica “Final Fantasy”. (Carlo Giuliano)
Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio
