UN INVERNO IN COREA
mer 1 apr (15.30 – 21.00)
ingresso riservato ai soci ARCI – 5€ sostenitori – 6€ base

(Hiver a Sokco)
di Koya Kamura
con Bella Kim, Roschdy Zem, Mi-hyeon Park
Francia/Corea del sud 2024, 104′
A Sokcho la 25enne Soo-Ha, studentessa di letteratura e cameriera alla pensione Blue House, sta per sposare il fidanzato Jun-Oh. L’arrivo di Yan Kerrand, illustratore francese in cerca di un alloggio e di ispirazione per il nuovo lavoro, incrina la routine della giovane. Nel cuore dell’inverno i due instaurano un rapporto fatto di gesti minimi e scambi essenziali: comunicano in francese, condividono il cibo e l’atto del disegnare. Le domande della protagonista sulle proprie origini e su un padre francese mai conosciuto trovano un inatteso spazio di elaborazione in questo incontro.
“Un inverno in Corea” è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Elisa Shua Dusapin, vincitrice del National Book Award. Nel gelido inverno coreano, l’incontro tra una giovane donna franco-coreana e un illustratore francese fa emergere domande d’identità e appartenenza, in un dialogo che passa attraverso il cibo, il disegno e il silenzio.
«Leggendo il libro, ho sentito un legame profondo e sfumato con il personaggio principale e con l’universo dell’autrice», dichiara il regista franco-giapponese Koya Kamura, che ha scritto la sceneggiatura insieme alla romanziera. «Questa chimica si è rafforzata quando ho incontrato Elisa, mentre adattavo questa storia in un’opera intima che riecheggiava la mia storia personale. Provengo da un contesto multiculturale. Mia madre è francese e mio padre giapponese. Spesso orgoglioso, a volte deriso, ho costruito la mia identità nel corso della mia vita attorno a questa “originalità”. Mai completamente francese in Francia, certamente non giapponese in Giappone, ho cercato a lungo il mio posto nella società, poiché sentivo il bisogno di essere accettato in entrambi i paesi. Come si definisce veramente l’identità di una persona? Attraverso la lingua che parliamo o il nostro patrimonio culturale? Per Soo-Ha, cresciuta in Corea dalla madre, il padre francese rimane un mistero, un’assenza che influenza il modo in cui percepisce se stessa. È l’aspetto fisico a giocare un ruolo cruciale nella ricerca della propria identità? Soo-Ha, consapevole delle sue caratteristiche fisiche distintive, come i grandi occhi chiari o la statura alta, deve subire la pressione sociale di conformarsi a standard di bellezza distorti, molto presenti nella Corea del Sud. La nostra identità è plasmata dal modo in cui ci vede chi ci circonda? “Un inverno in Corea” è un’esplorazione visiva e intima di queste domande universali. La cucina, un’arte tramandata da sua madre, diventa per Soo-Ha un mezzo di espressione e conforto, che simboleggia le sue radici culturali. Nel filmare i suoi dubbi, le speranze e le scoperte, desidero catturare la bellezza e la complessità della ricerca dell’identità, rendendo omaggio allo spirito del romanzo».
Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio
