DIVINE COMEDY
mar 28 apr (18.00)
mer 29 apr (15.30 – 21.00)
ingresso riservato ai soci ARCI – 5€ sostenitori – 6€ base

di Ali Asgari
con Bahram Ark, Sadaf Asgari, Bahman Ark
Iran/Italia/Francia/Germania/Turchia 2025, 98′
Bahram è un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l’assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.
Accolto con entusiasmo all’ultima Mostra di Venezia, “Divine Comedy” è il nuovo film di Ali Asgari, una delle voci dissidenti più originali del cinema iraniano. Conosciuto in Italia per film come “Kafka a Teheran”, Asgari si conferma un maestro nell’usare l’umorismo come strumento di denuncia del regime degli ayatollah.
«”Divine Comedy” è un film profondamente realistico, ma che usa la forma cinematografica per evidenziare l’assurdità del mondo che ritrae. Il suo obiettivo è raccontare la statica e soffocante burocrazia iraniana in cui è intrappolato il protagonista, un regista quarantenne la cui intera filmografia si è vista negare il permesso di proiezione dal Ministero della Cultura. Il pubblico si ritrova così a sperimentare la routine della censura in tempo reale e la staticità delle inquadrature riflette l’immobilità del sistema stesso, che si rifiuta di cambiare e intrappola i cittadini in un ciclo di attesa, suppliche e negoziazioni. Il cast del film confonde ulteriormente il confine tra finzione e realtà. Bahram e Bahman Ark, registi e fratelli nella vita reale, che hanno affrontato a loro volta la censura governativa e un sistematico ostruzionismo, interpretano delle versioni romanzate di se stessi. Lo stesso succede con Sadaf Asgari, che apporta un’autenticità ulteriore: come attrice a cui è stato vietato di lavorare in Iran dopo aver partecipato al Festival di Cannes per “Kafka a Teheran”, la sua sola presenza ha un peso sovversivo. L’umorismo del film nasce in gran parte dall’assurdità dell’oppressione stessa. I rigidi e complicati processi di censura e di controllo statale diventano così illogici da crollare sotto le loro stesse contraddizioni. I protagonisti, anziché reagire con un’aperta ribellione, affrontano queste assurdità con un’arguzia e un sarcasmo silenziosi e consapevoli. L’umorismo qui è un meccanismo di sopravvivenza, uno strumento per resistere in un ambiente in cui la sfida aperta comporta conseguenze pericolose. L’atto stesso di realizzare questo film è un’estensione dei suoi temi: è un’affermazione che la verità, anche quando messa a tacere, trova la sua strada». (Ali Asgari)
Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio
