LA TORTA DEL PRESIDENTE
ven 20 mar (15.30 – 18.00 ita) (21.00 vos)
sab 21 mar (15.30 – 18.00 – 21.00 ita)
dom 22 mar (15.30 – 18.00 – 21.00 ita)
lun 23 mar (15.30 – 18.00 – 21.00 ita)
INGRESSO 5€ tessera sostenitore, 6€ tessera base, non tesserati 9€

di Hasan Hadi
con Baneen Ahmed Nayyef, Sajad Mohamad Qasem, Waheed Thabet Khreibat
Iraq 2025, 106′
Mentre la popolazione dell’Iraq degli anni ’90 lotta per sopravvivere alla guerra e alla carestia, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio preparare una torta per festeggiare il compleanno del Presidente Saddam Hussein. Nonostante le sue preghiere di non essere scelta, la piccola Lamia di 9 anni viene sorteggiata per questo ‘prestigioso’ compito. Giunta in città con la nonna, sfuggirà al suo controllo per cercare gli ingredienti necessari per la torta. Insieme al suo amico Saeed e al suo gallo andrà incontro a una serie di peripezie a volte avventurose a volte pericolose, ma anche buffe. Riuscirà nel suo intento?
Toccante esordio di Hasan Hadi, vincitore della Caméra d’Or e del Premio del Pubblico allo scorso Festival di Cannes e candidato a rappresentare l’Iraq agli Oscar 2026, “La torta del Presidente” è un’avventura dolceamara che regala uno spaccato della popolazione irachena degli anni 90, attraverso gli occhi dei più piccoli.
«La storia nasce dai miei ricordi d’infanzia. Io sono cresciuto in Iraq durante il regime di Saddam. Ogni anno, il nostro insegnante entrava in classe con una ciotola, ci chiedeva di scrivere i nostri nomi su un foglietto e di metterceli dentro. Poi estraeva a sorte il nome dello studente che avrebbe dovuto preparare la torta di compleanno del Presidente e di chi avrebbe dovuto portare altre cose come frutta, decorazioni, prodotti per la pulizia e fiori. Un anno fui io a dovermi occupare dei fiori. Ho ancora la foto di me con i fiori in mano da qualche parte nel mio studio e ricordo il sollievo della mia famiglia all’idea che dovessi portare solo dei fiori. Naturalmente, all’epoca, le sanzioni avevano reso la corruzione così diffusa che era possibile sfuggire al sorteggio offrendo qualche servizio sottobanco all’insegnante, come riparargli la bicicletta o tagliargli i capelli. Ma se per qualche motivo non lo facevi, le possibilità di non essere scelto erano scarse. Per il mio primo lungometraggio volevo affrontare un argomento, un mondo, un tema e dei personaggi che mi fossero familiari. Ero determinato a trasformare i miei ricordi in un film su quel periodo in Iraq, volevo descrivere la realtà quotidiana della gente ma soprattutto celebrare il potere dell’amore e dell’amicizia. Non mi interessa realizzare film che “fanno la morale” o che diventano strumenti di propaganda per i politici. Certo l’argomento si presta bene a una lettura in chiave politica, ma non è questo che ho fatto né mi interessa fare. Quello che mi interessa sono le emozioni più autentiche, le lotte quotidiane, i rapporti umani e le storie. Poi, ovviamente, sono consapevole che nel film c’è un po’ di politica, ma era inevitabile. Mi premeva anche rappresentare come “eroi” le persone comuni invece che i soldati iracheni in guerra, come avviene di solito nei film sull’Iraq». (Hasan Hadi)
Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio
