LE ARMONIE DI WERCKMEISTER

gio 11 giu (21.00)

Ingresso riservato ai soci ARCI – 5€ sostenitori – 6€ base

Introduzione a cura di Claudio Bellato

(Werckmeister harmóniák)

di Béla Tarr
con Lars Rudolph, Hanna Schygulla, Peter Fitz
Ungheria 2000, 145′

Ambientato in un isolato villaggio della pianura ungherese in attesa di un’eclissi, il film segue Janòs, un postino puro e curioso che osserva con stupore l’arrivo di un circo misterioso. Questa attrazione, composta da una balena gigante e dall’oscuro “Principe”, funge da catalizzatore per un’imminente catastrofe sociale. Il titolo richiama le teorie musicali barocche di Werckmeister, utilizzate da Tarr per sottolineare per contrasto il collasso di ogni ordine e la disarmonia del mondo reale.
Mentre il nobile Eszter ricerca una perfezione teorica ormai perduta, la cittadina sprofonda in una spirale di violenza alimentata dall’ombra dei totalitarismi del Novecento, qui incarnati dal Principe. La balena, traslitterazione negativa del Leviatano biblico, diventa il simbolo di una divinità mostruosa e muta che Janòs contempla con la meraviglia tipica delle anime elette, ignaro della ferocia collettiva che sta per esplodere.
L’opera è magistralmente scandita da soli 39 piani-sequenza, una scelta tecnica che intrappola lo spettatore nel tempo reale del racconto. Attraverso lungaggini volute, nebbia e fango, il regista impone una riflessione “intra-visiva” che nega ogni distrazione narrativa. Il culmine poetico e tragico si raggiunge nell’irruzione della folla all’interno di un ospedale: la devastazione sistematica si arresta solo davanti alla nudità scheletrica di un vecchio, monito disperato della fragilità umana.
Grazie al bianco e nero ipnotico di Gábor Medvigy e alle musiche solenni di Mihály Vig, Tarr trasforma un apologo pessimista in una pagina altissima di cinema del sentimento. Il film si erge come un atto di resistenza culturale e una denuncia contro la normalizzazione del male, avvertendo lo spettatore sui rischi della modernità, sempre in bilico tra isterismi di massa, egoismo e un pericoloso disinteresse per la coscienza politica.

Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio