HEN – STORIA DI UNA GALLINA

dom 31 mag (15.30)
lun 1 giu (15.30)

Ingresso riservato ai soci ARCI – 5€ sostenitori – 6€ base – 9€ senza tessera

(Kota)

di György Pálfi
con Yannis Kokiasmenos, Maria Diakopanayotou, Argyris Pantazaras
Germania, Grecia, Ungheria 2025, 96′

«Da grandi poteri derivano grandi responsabilità» – ma cosa succede quando queste responsabilità ricadono sulle ali di… una gallina? Fuggita da un allevamento intensivo, una gallina dalle piume nere trova rifugio nel cortile di un ristorante fatiscente. Qui scopre l’amore, affronta la rigida gerarchia del pollaio e fa di tutto per proteggere le sue uova. Sullo sfondo di questa incredibile avventura animale, costellata di piccoli grandi imprevisti, dei quali la gallina è a volte ignara testimone, altre volte elemento scatenante, la vita umana fa il suo corso e la nostra eroina si ritrova, suo malgrado, coinvolta in una rete clandestina di traffico di migranti.

Un’ironica e toccante odissea che rende la storia una metafora delle disuguaglianze, delle ingiustizie e delle lotte silenziose che segnano le vite umane.
«Utilizzando i meccanismi di base delle tragedie greche antiche, il mio film mostra destini individuali, ma affronta un problema universale che è al cuore dell’umanità intera: gli individui possono essere assolti dalla responsabilità morale quando sono soltanto partecipanti passivi agli eventi? La storia è stratificata, come un ologramma, e mostra la stessa immagine su piani e dimensioni diversi, attraverso due destini differenti. Uno è la vita di una gallina, l’altro quella di un uomo. Naturalmente, i due destini sono interdipendenti, intrecciati e, sebbene mossi da obiettivi e motivazioni diversi, inseparabili. La piccolezza e la “pace” dell’esistenza della gallina incontrano, in questo film, la tragedia delle vite umane nel mezzo di un problema globale. Nel film “Hen” ho giocato con l’idea di ciò che accade quando la storia umana non è al centro. Cosa succede se noi esseri umani siamo “la trama secondaria” del racconto? Finora, tutti i miei film hanno avuto come protagonisti anche degli animali. Fin dall’inizio ho visto il mondo come un luogo in cui tutto ciò che esiste – uomo, animale, pianta, pietra – ha la stessa importanza, perché le loro esistenze interagiscono nel momento sospeso tra passato e futuro. E poi, naturalmente, noi umani costruiamo storie – le nostre storie – a partire da questo. Una delle sfide più grandi nella realizzazione di questo film è stata la decisione di lavorare con animali reali, senza usare CGI o AI per crearli. Questo è un film di galline completamente organico. Sebbene nel film compaia una singola gallina protagonista, abbiamo lavorato con otto galline diverse, indistinguibili all’occhio umano. La loro preparazione per il ruolo è iniziata mesi prima delle riprese. Significa che, innanzitutto, dovevano abituarsi alla presenza umana, alla nostra vicinanza. D’altra parte, con l’aiuto degli addestratori, abbiamo dovuto scoprire le loro capacità innate, ossia in cosa eccelleva ciascuna gallina. Successivamente, è stato necessario sviluppare il linguaggio del film e preparare le scene in modo che gli animali potessero muoversi nel modo più naturale possibile nelle condizioni di ripresa, che spesso erano straordinarie anche per gli esseri umani». (György Pálfi)

Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio