SERPENTI

sab 19 set (15.30 – 21.00)
dom 20 set (18.00)
lun 21 set (15.30 – 21.00)

Ingresso: 3.50€ (Cinema Revolution/Cinema in Festa)

di Roberto De Paolis Maino
con Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto, Valeria Golino
Italia 2026, 93′

Paolo Marra ha ucciso sua moglie, senza un perché. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole pagare, scontare la pena, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a se stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio. L’uomo, per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi.

Scritto dai fratelli D’Innocenzo (“Favolacce”, “America Latina”) insieme al regista, “Serpenti” è un’allucinata commedia grottesca, eppure drammaticamente credibile. È la storia del nostro Paese, che per anni ha ignorato chi voleva denunciare, contrapporsi, o redimersi dalla violenza.
«Mi ero chiesto tante volte come si potesse trattare il tema della violenza sulle donne – o della violenza in generale – cercando una via pungente e originale, evitando un approccio facile e retorico. Ed ecco qui una storia che si sviluppa tutta in un contesto metaforico – il commissariato è una specie di modellino in plastica della società – dove c’è un uomo che prova, invano, a costituirsi. Nell’unico giorno in cui si sviluppa la vicenda, il percorso del personaggio è quello di un assassino malinconico e redento – un cane con la coda tra le gambe, pronto a pagare per quello che ha fatto – che gradualmente si trasforma in un uomo disilluso e rabbioso, pronto a uccidere di nuovo pur di essere filato dallo Stato. Un iter drammaturgicamente complesso, ben giustificato da quanto gli accade in commissariato: una serie di incontri dove i suoi interlocutori, per diversi motivi, mostrano una totale incapacità di dare il giusto peso alla sua drammatica vicenda umana. La storia del protagonista è la nitida fotografia di come tanti uomini, nella tradizione culturale del nostro “vecchio mondo”, sono stati trattati dopo aver ucciso o maltrattato le donne: come se non avessero fatto niente. Tuttavia, l’architettura narrativa del film vive di un incedere fortemente stratificato, con personaggi obliqui che trasfigurano in tema, e che da tema si fanno asserzione filosofica, sociale, esistenziale». (Roberto De Paolis Maino)

Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio