THE FLESHTONES – 50TH ANNIVERSARY LIVE + DALIDA DJSET

Martedì 27 ottobre ore 21.30
The Fleshtones + Dalida Dj Set

Apertura porte ore 20:30 – Inizio concerto ore 21:30
ingresso 18e (under 25 che hanno sottoscritto la tessera al Raindogs ingresso 15e) con tessera arci.
Domanda iscrizione – Biglietti On Line


https://youtu.be/tR1I9qps288?is=eXA0SYOGeoTciSfe
https://youtu.be/1DhCdqW7e0U?is=9hrs07cozqhNGmwU
https://youtu.be/q93w6o8R2iQ?is=dTS7HzMuhk86yOZy
https://youtu.be/a2JyRXtcaRg?is=nOIfVQnhPm7XFN71
https://youtu.be/t4Vl-oHh_6o?is=FaVJn-yB557TCsYe
https://youtu.be/vP_RPe0JdQY?is=kMsbNSxgo2v4V7MC


In un mondo in cui non esistono più eroi, i Fleshtones camminano sulla terra come dei “Roman Gods”!

Il loro singolo per il 50° anniversario — Float Your Showboat / Hear Today — è un’autentica bomba, un brano che avrebbe potuto essere pubblicato in qualsiasi momento della loro epica carriera: è un’esplosione, una celebrazione del sound SUPER ROCK. A differenza dei loro contemporanei, non hanno rallentato i ritmi per compensare l’osteoporosi, non hanno perso nulla della loro leggendaria grinta. La band più instancabile del garage rock torna al Raindogs per una delle più scatenate feste che possiamo immaginare, il tutto arricchito della perfetta selezione musicale di Dalida pre e aftershow!

Fin dalla loro nascita, nel 1976 nel Queens, a New York, e dalla loro gestazione sudata e alcolica in locali leggendari come il CBGB, il Max’s Kansas City e il mitico Club 57 — recentemente celebrato al Museum of Modern Art, dove il loro proto-video underground Soul City è stato proiettato per un pubblico di artisti di spicco, celebrità e membri dell’alta società, insieme a una nutrita schiera di punk rocker riusciti a superare i controlli all’ingresso — hanno portato avanti il loro personalissimo marchio di SUPER ROCK: un frenetico amalgama di garage punk e soul, quella stessa energia che li ha tenuti in tournée per cinquant’anni, adorati da un pubblico il cui amore per loro rasenta il fervore religioso.
I Fleshtones hanno sempre portato avanti il loro messaggio con una passione evangelica, sfiorando costantemente i confini del mainstream senza mai assecondare alcuna moda o tendenza del momento. Sono apparsi nel programma televisivo di Dick Clark American Bandstand; il carismatico frontman Peter Zaremba è stato conduttore di The Cutting Edge, l’originale programma notturno di musica alternativa di MTV; e sono stati l’ultima band a esibirsi pubblicamente al Windows on the World del World Trade Center.

Sempre fedeli alla propria scuola, hanno piantato le loro bandiere tanto nel Vecchio quanto nel Nuovo Continente: sono apparsi insieme ad Andy Warhol nel suo talk show di breve durata Andy Warhol’s Fifteen Minutes e, per tutta la metà degli anni Ottanta, hanno suonato regolarmente al Pyramid Club di Avenue A, nel leggendario East Village di New York. Inoltre, hanno avuto un ruolo determinante nell’avvio di Wigstock, il festival delle drag queen che è diventato una componente straordinariamente vivace dell’esperienza newyorkese.

Mai palesemente folli né consapevolmente “psycho” come i Cramps (con i quali nel 1977 condividevano una sala prove), i Fleshtones potevano essere trovati anche dopo il calare del buio, immersi nella malsana luce blu dei loro televisori, a guardare film horror fino a tarda notte e a crogiolarsi nella stranezza dell’America, mentre assorbivano gli eccessi e le provocazioni del Rat Pack, di Little Richard e dei Rolling Stones, affinando il proprio spettacolo dal vivo fino a trasformarlo in un manifesto esplosivo e frenetico del rock’n’roll fatto come si deve. Portando con sé il brio di Chuck Berry e James Brown, con i quali hanno condiviso il palco molte volte, e il vero spirito del CBGB.
In effetti, sono l’unica band che abbia suonato al CBGB nel 1976 a non essersi mai presa, da allora, una pausa significativa dall’attività discografica o dalle esibizioni dal vivo, e la loro formazione è rimasta sorprendentemente stabile, imperniata su Zaremba — scatenato, spiritoso, senza compromessi e sicuro di sé, è in parti uguali Dean Martin, Mick Jagger e il Conte Dracula — e sul chitarrista SUPER ROCK Keith Streng, che sembra letteralmente spiccare il volo!

Sono sostenuti da una delle sezioni ritmiche più solide del mondo: la batteria decisamente alla Charlie Watts — meno è più, ma bisogna farlo con stile — di Bill Milhizer, che occupa quel posto da quarant’anni, e dal nuovo arrivato Ken Fox al basso, che è con loro da appena trenta. In precedenza, quei ruoli erano stati ricoperti da illustri musicisti, tra cui Clem Burke dei Blondie alla batteria e Fred Smith (Television) e Andy Shernoff (The Dictators) al basso: una testimonianza delle autentiche radici punk rock dei Fleshtones e della loro autenticità in un mondo ormai invaso da poser.