M – IL MOSTRO DI DUSSELDORF
Il Cinema Ritrovato. Al cinema – in collaborazione con la Cineteca di Bologna
mer 16 (15.30 – 21.00)
Ingresso con tessera ARCI: 3,50€ socio sostenitore – 3,50€ socio base (Cinema Revolution)

M – Il mostro di Düsseldorf
di Fritz Lang
con Peter Lorre, Otto Wernicke, Gustaf Gründgens
Germania 1931, 111’ – in tedesco con sottotitoli in italiano
In una città tedesca la popolazione è terrorizzata da un maniaco che ha adescato e ucciso otto bambine. La Polizia è messa sotto pressione dall’opinione pubblica quando il Mostro uccide un’altra bambina, e si impegna a fondo nella ricerca, ma non dispone di alcun indizio. I cittadini cadono nel panico, e molti arrivano ad accusarsi a vicenda. I poliziotti organizzano numerose retate nei quartieri frequentati dalla malavita, creando gravi problemi alle associazioni criminali della città. Le maggiori organizzazioni criminali decidono quindi, per ridurre la pressione della polizia nella città, di trovare il “Mostro”…
Capolavoro (tra i tanti) di Fritz Lang e uno dei vertici assoluti del cinema europeo. Un thriller visionario e inquietante che esplora la paura collettiva, il male e la responsabilità della società attraverso la figura indimenticabile di Peter Lorre.
“M” si apre con le voci di bambini che recitano allegramente una filastrocca su un killer che fa a pezzi le sue vittime con la mannaia. L’innocenza e il terrore si prendono per mano, stabilendo un sinistro collegamento tra i bimbi e Hans Beckert, l’assassino compulsivo che con le sue guance paffute, le piccole mani e gli occhi gonfi di paura suscita sia ripugnanza che pietà. Il mostro a piede libero spacca la società rivelandone le viscere marce: la popolazione trasformata in folla inferocita è preda di un’isteria grottesca; la malavita si dimostra ancora più spietata ed efficiente della legge. “Chi è l’assassino?” chiedono esplicitamente i manifesti. Fritz Lang pose l’accento sull’origine da fatti di cronaca del film, ispirato da articoli su episodi realmente accaduti e dalla lucidità della corrente artistica “Neue Sachlichkeit” (“Nuova oggettività”). Due anni prima dell’ascesa al potere dei nazisti in Germania – che spinse sia Lang che il protagonista Peter Lorre a lasciare il paese – il film guarda con distaccata compassione i mendicanti menomati, i malati di mente, le casalinghe consumate dalla fatica. All’epoca Lorre era noto soprattutto per i lavori teatrali con Bertolt Brecht, ma con “M”, il film della svolta, l’ombra dell’assassino di bambini era destinata a perseguitarlo, proprio come Beckert dice di essere inseguito da se stesso, di correre per strade senza fine circondato dai fantasmi di madri e di bambini. Il bruciante monologo di Beckert non perde mai la sua cruda forza; impossibile sottrarsi all’accusa lanciata dal suo grido tormentato: “Chi può sapere come sono fatto dentro?”.
Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio
