DALL’ALTO DI UNA FREDDA TORRE

tutti gli spettacoli a 3.50€

ven 14 giu 15.30 – 18.00 – 21.00,
sab 15 giu 15.30 – 18.00 – 21.00,
dom 16 giu 15.30 – 18.00 – 21.00,
lun 17 giu 15.30 – 18.00 – 21.00

Dall’alto di una fredda torre
di Francesco Frangipane
con Edoardo Pesce, Vanessa Scalera, Anna Boniauto, Giorgio Colangeli
Italia 2023, 90′

La normalità di una famiglia composta da padre, madre e due figli, viene spezzata da una terribile scoperta: entrambi i genitori sono gravemente malati ma solo uno dei due può essere salvato. Spetta ai figli decidere se comunicarglielo e, soprattutto, decidere chi tenere in vita. Una scelta drammatica, che li obbligherà a fare i conti con il loro passato e che porterà a galla i più feroci istinti…

“Dall’alto di una fredda torre”, vincitore del premio per la miglior opera prima alla Festa del Cinema di Roma, è la trasposizione cinematografica della pièce teatrale scritta da Filippo Gili e diretta in palcoscenico da Francesco Frangipane; entrambi conservano i rispettivi ruoli anche nella realizzazione del film.
«L’idea del film parte da un lungo sodalizio tra me e l’autore Gili che ci ha visto negli anni indagare, prima attraverso un’entusiasmante e potentissima trilogia teatrale e ora con questo progetto cinematografico, sui grandi temi universali, ovvero la vita e la morte, il destino e il libero arbitrio, cercando di avventurarci però sempre di più per sentieri fin qui inesplorati. Nel film si vuole affrontare l’angoscioso dilemma se sia giusto o no incidere sul destino degli altri, se sia lecito sostituirsi al fato, ponendo i protagonisti di fronte alla facoltà/responsabilità di dover decidere se far vivere e/o far morire un uomo, con tutta la questione morale e sociale che ne consegue. La scelta se salvare il padre o la madre, ovvero se uccidere il padre o la madre, è l’enorme inatteso inspiegabile macigno che cade infatti sulla testa dei due figli, Elena e Antonio, troppo ‘piccoli’ però per poter resistere a un colpo così ferale. Come in un gioco si dovrebbe ‘semplicemente’ decidere chi “buttare giù dalla torre”. Ma lo si può fare solo per istinto? E qual è il tempo dell’istinto? Da quando si può parlare di istinto e non di ragione? La verità è che non esiste una scelta giusta o sbagliata. Non in questo caso. È possibile una scelta, sì, ma sarà sempre una scelta che salverà una vita condannandone un’altra, che ti permetterà di donarla diventando un assassino. Se però la scienza pretende sempre e comunque una scelta, la coscienza e la psiche si troveranno a farne drammaticamente i conti. E così sarà, inevitabilmente, anche per i due fratelli che saranno costretti a fare un viaggio agli inferi alla disperata ricerca di una risposta che non esiste. Tutto ciò fa di “Dall’alto di una fredda torre” una vera e propria tragedia moderna che si fonda sugli archetipi della tragedia greca».
(Francesco Frangipane)

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