EVERLOVING – PLAYS THE MUSIC OF HENRY FLYNT

Sabato 9 maggio ore 22.00
Everloving – Plays the Music of Henry Flynt

Apertura porte ore 21:00 – Inizio ore 22:00
ingresso 15e con tessera arci, 10e under 25
Domanda iscrizione – Biglietti On Line


https://www.tableoftheelements.co.uk/everloving
https://youtube.com/playlist…
https://en.wikipedia.org/wiki/Henry_Flynt


Gli Everloving sono una formazione newyorkese contemporanea che nasce con un obiettivo preciso: reinterpretare e riattivare la musica di Henry Flynt, figura radicale dell’avanguardia americana degli anni ’60.
Sono un vero e proprio “supergruppo” di New York, composto da musicisti provenienti da ambiti come il minimalismo, il rock sperimentale e la free improvisation. Tra i membri spiccano il batterista Jonathan Kane, membro fondatore degli Swans, collaboratore di La Monte Young e noto per il suo lavoro con figure chiave dell’avanguardia newyorkese e Dave Soldiers violinista e neuroscienziato tra le altre cose collaboratore di David Byrne e John Cale.
La formazione inoltre comprende:
Jim McHugh – chitarra e voce (Sunwatchers)
Peter Kerlin – basso (Sunwatchers, Chris Forsyth)
Meredith McHugh – percussioni e voce (Smoke Bellow)
Peg Simone – tastiere

Per capire gli Everloving bisogna partire da Flynt. Attivo nella New York degli anni ’60, Flynt è stato un teorico e inventore del termine “concept art”, attivista anti-istituzionale, musicista che ha fuso blues rurale, musica hillbilly, raga indiano e minimalismo La sua idea di “New American Ethnic Music” mirava a superare le barriere tra cultura alta e popolare, creando una musica fisica, ipnotica e profondamente ibrida.
Gli Everloving prendono questo materiale e lo portano in una dimensione collettiva. Se Flynt spesso lavorava da solista (violino elettrico + drone), il gruppo trasforma i brani in esperienze di ensemble, accentuandone il lato “rock” e spingendo verso una dimensione più festiva e partecipativa. Non si tratta di cover fedeli, ma di una “espansione” della visione di Flynt, quasi a realizzare ciò che lui stesso immaginava: una band capace di attraversare liberamente country, blues, funk e sperimentazione.
Trasformano l’avanguardia solitaria di Henry Flynt in un’esperienza collettiva, elettrica e contemporanea, sospesa tra tradizione americana e sperimentazione radicale.