FATHER MOTHER SISTER BROTHER

mar 23 dic 15.30 – 21.00 – 18.00 vos,
mer 24 dic 15.30

INGRESSO 5€ tessera sostenitore, 6€ tessera base, non tesserati 9€

Father Mother Sister Brother
di Jim Jarmusch
con Cate Blanchett, Adam Driver, Charlotte Rampling, Tom Waits
USA/Irlanda/Francia 2025, 110′

Il nuovo film del grande regista statunitense Jim Jarmusch, vincitore del Leone d’Oro a Venezia 2025. Relazioni, memorie e misteri familiari in tre storie ambientate nel presente, tra New Jersey, Dublino e Parigi. Padri, madri, fratelli e sorelle sospesi tra orologi falsi, skater al rallentatore, brindisi impossibili, mentre il tempo scorre.

«”Father Mother Sister Brother” lavora in sottrazione: tre storie, tre famiglie, tre città e luoghi che non si limitano a ospitare i personaggi, ma li respirano, li trattengono, li spiegano. Gli spazi non fanno da sfondo: sono un contrappunto emotivo, una mappa visiva in cui la memoria e la distanza diventano architettura. Jarmusch, nell’incipit di ogni episodio, fa “scivolare” i suoi personaggi su skateboard attraverso spazi e tempi che sembrano non avere confini. È un movimento continuo, quasi ludico, che però il rallentatore trasforma in un gesto di sospensione. Quel passo rallentato, quell’incontro, quell’inciampo e, a suo modo, quell’invasione di campo, non servono a enfatizzare l’azione, ma a far avvertire il tempo mentre passa, come se ogni traiettoria aprisse una storia e la congelasse per un attimo. Lo skateboard diventa così un modo per attraversare il mondo e, allo stesso tempo, per fermarsi a guardarlo. Ogni capitolo del film — “Father”, “Mother”, “Sister Brother” — sembra osservare la famiglia da un diverso angolo geografico e sentimentale. Prima il Nord-Est degli Stati Uniti, poi Dublino e infine Parigi non sono semplicemente luoghi: sono climi morali, atmosfere, stili di vita che modellano i rapporti tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle. Jim Jarmusch costruisce questi mondi in modo lineare e simmetrico, non maniacale, e con la delicatezza di chi sa che gli ambienti hanno voce, e che quella voce va ascoltata più che illustrata. A cucire i tre episodi ci sono piccoli oggetti ricorrenti, quasi di rituali di confronto — tazze, fotografie, porcellane, un orologio di lusso che ritorna come un fantasma di status e distanza. Sono dettagli minimi, quasi invisibili, ma Jarmusch li posa come segni, tracce di memoria che attraversano i racconti senza mai imporsi. La loro discrezione è la loro forza: parlano di legami, di ciò che resta e di ciò che non si riesce più a toccare. Jarmusch lo definisce “una specie di anti-film d’azione”, e in effetti tutto si regge sul gesto minimo, sul dettaglio posato con cura. Tre composizioni delicate, tre spazi che non chiedono di essere attraversati, ma ascoltati. In questo film, essere presenti è l’unica forma possibile di partecipazione. Gli ambienti lo sapevano già. Gli spettatori lo imparano, lentamente». (Margherita Bordino)

Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio