IL PRIGIONIERO

sab 13 giu (18.00 ita)
dom 14 giu (15.30 – 21.00 ita)
lun 15 giu (15.30)

Ingresso riservato ai soci ARCI – 5€ sostenitori – 6€ base / lun 15: 3,50 aperto a tutti (Festa del Cinema)

(El cautivo)

di Alejandro Amenábar
con Julio Peña e Alessandro Borghi
Spagna/Italia 2025, 134′

1575, Algeri. Miguel de Cervantes, un soldato ventottenne della Marina spagnola, ferito in battaglia, è tenuto prigioniero dai corsari ottomani. Una morte crudele lo attende, se i suoi compatrioti non riusciranno presto a pagare il riscatto; ma, tra le mura della sua cella, scopre un rifugio inaspettato: l’arte del racconto. Intessute di resilienza e speranza, le sue storie incantano i compagni di prigionia e attirano l’attenzione di Hasan, l’enigmatico e temuto Bey di Algeri, dando vita a un legame segreto tra carceriere e prigioniero. Mentre le tensioni in città aumentano e i sospetti si fanno sempre più pericolosi, Cervantes, spinto da un incrollabile senso di ottimismo, elabora un audace piano di fuga.

L’autore di Don Chisciotte, il capolavoro che ha segnato l’inizio della letteratura moderna, ha lasciato un’incredibile storia non raccontata. La sua.
«Perché desideriamo che ci vengano raccontate delle storie? E, ancor più, cos’è che ci spinge a raccontarle? Amo ascoltare le storie tanto quanto amo raccontarle. Questo film è un tributo a quel legame affascinante, quasi sacro, che unisce autore e pubblico. Raccontare la storia di uno dei più grandi narratori di tutti i tempi è iniziato come una sfida narrativa, ma si è trasformato in una delle esperienze più personali della mia carriera. Parliamo dell’autore che ha concepito il romanzo più famoso della letteratura. Sarebbe possibile distillare qualcosa di quel mondo e farlo scorrere attraverso la sua stessa vita? È la domanda che mi sono posto qualche anno fa. La risposta è arrivata rapidamente, e l’ho trovata proprio in Don Chisciotte, tra le cui pagine si raccontano la drammatica prigionia ad Algeri di un soldato spagnolo caduto nelle mani dei corsari berberi e il suo audace piano di fuga. Non è difficile riconoscere un legame tra quell’avventura immaginaria e gli eventi realmente vissuti da Miguel, catturato dai Mori nel 1575 e protagonista di diversi tentativi di fuga. E non è affatto improbabile pensare che egli abbia concepito la storia molti anni prima di scrivere il suo capolavoro. È così che è nato “Il prigioniero”, un’avventura che ho intrapreso con la volontà di scavare a fondo, di rischiare, e soprattutto di godermi il processo. Le voci dei personaggi, reali e immaginari, hanno cominciato a invadere le scene che immaginavo. Per me, quello è sempre il segno migliore, la prova che la nave sta navigando nella giusta direzione: non stavo scrivendo io, erano loro a parlare». (Alejandro Amenábar)

Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio