SENTIMENTAL VALUE

ven 6 feb (15.15 – 18.00 ita) (21.00 vos)
sab 7 feb (15.15 – 18.00 – 21.00 ita)
dom 8 feb (15.15 – 18.00 – 21.00 ita)
lun 9 feb (15.00 – 17.45 ita)
mar 10 feb (15.00 ita) (17.45 vos)
mer 11 feb (15.00 – 17.45 ita)

INGRESSO 5€ tessera sostenitore, 6€ tessera base, non tesserati 9€

di Joachim Trier
con Renate Reinsve, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdotter Lilleaas, Elle Fanning
Norvegia/Germania/Danimarca/Francia/Svezia 2025, 132′

Nora e Agnes sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Conoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp. Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato.

“Sentimental Value”, vincitore del Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes, del Golden Globe per il miglior attore non protagonista (Stellan Skarsgård), e candidato a 6 premi Oscar, conferma Joachim Trier come uno dei più grandi narratori contemporanei del cinema europeo. Il regista norvegese torna a dirigere Renate Reinsve (vincitrice a Cannes per la “La persona peggiore del mondo”). Accanto a lei un cast altrettanto straordinario: oltre a Stellan Skarsgård, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas.

«”Sentimental Value” è una lettera d’amore al cinema. L’idea iniziale era che sia Gustav Borg, il regista che interpreta Stellan, che io realizzassimo un film su una famiglia cinematografica, ma al contempo reale, onorando l’esperienza di fare film e vedere come il cinema, attraverso i secoli, si è sviluppato nella tradizione umanistica. Quando sei bambino pensi che le difficoltà di un artista siano qualcosa che loro stessi amano. Ma, in realtà, sono convinto che l’arte sia esattamente il contrario, un processo naturale e inconsapevole. Rispetto a quando ho girato “La persone peggiore del mondo”, ora ho dei figli, sono piccoli, cantano, ballano, fanno battute, recitano e dipingono. Lo fanno come se fosse un’espressione umana del linguaggio, e a loro serve sia per evitare alcune cose che per approfondire quello che li incuriosisce. Lo abbiamo fatto tutti, la differenza è che, a un certo punto, alcuni costruiscono attorno a questo linguaggio una vita professionale. Quindi ero curioso: in una famiglia in cui non si sa come usare il linguaggio sociale, l’espressione artistica può fornire un altro canale di comunicazione? Ho pensato che questa idea potesse essere interessante in un contesto di riconciliazione, come tra un padre e una figlia, per esempio. Nello stesso spazio in cui c’è un trauma generazionale c’è anche la speranza che l’arte parli nel regno del non detto». (Joachim Trier)

Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio