TONINO DELLI COLLI, ONCE UPON A TIME IN FERRANIA
gio 15 gen 21.00
ingresso soci FAI e sostenitori 5€; soci ordinari 6€; non soci 7€

Una serata speciale, promossa dalla Delegazione FAI di Savona in collaborazione con il Ferrania Film Museum, per riscoprire il grande cinema del Novecento attraverso lo sguardo di Tonino Delli Colli, uno dei direttori della fotografia più importanti e innovativi del cinema italiano.
Il suo percorso è indissolubilmente legato a Ferrania e alle sue pellicole: dagli anni ’30 agli anni ’60 questo rapporto è stato fondamentale per la sua formazione e ha contribuito alla nascita di capolavori che hanno fatto la storia del cinema, da “La città dolente” (1948) a “Totò a colori” (1952), fino a gran parte del leggendario bianco e nero pasoliniano: “Accattone”, “Mamma Roma”, “Il Vangelo secondo Matteo”, “Uccellacci e uccellini”, “Comizi d’amore”, “La ricotta”, “Viaggio in India”. Film entrati nella nostra memoria collettiva grazie a una fotografia potente, evocativa, semplicemente iconica. A guidarci in questo viaggio saranno Alessandro Bechis, curatore del Ferrania Film Museum, e in videocollegamento Paolo Mancini, regista del film. Un appuntamento imperdibile per chi ama il cinema, la fotografia e le storie che hanno reso grande il nostro immaginario. Una tappa fondamentale per conoscere — o riscoprire — il grande cinema italiano.
Once upon a time… Tonino Delli Colli cinematographer
di Claver Salizzato, Paolo Mancini
Italia 2019, 91′
Tonino Delli Colli, uomo di cinema e di cinematografia, è stato sicuramente uno dei più alti interpreti dell’arte della Luce e della fotografia in movimento che il Novecento italiano sia riuscito a esprimere sugli schermi nazionali e internazionali. Attraverso il suo occhio, meccanico ma soprattutto umano, ci sono arrivate le immagini dei più valenti maestri del panorama cinematografico: da Pier Paolo Pasolini a Federico Fellini, passando per Sergio Leone, Jean-Jacques Annaud, Roman Polanski, Louis Malle. Un film su Tonino Delli Colli, protagonista come pochi dello spirito e della grandezza del cinema, era, oltre che doveroso, necessario, non solo per celebrare una professionalità e un percorso artistico, ma anche una vita e una carriera che hanno segnato la storia degli schermi italiani.
